Il consumo degli elettrodomestici in stand-by non è a costo zero, ma si fa sentire sia nelle bollette, sulle quali ha un peso consistente, e anche sull’ambiente.
Quando parliamo di elettrodomestici in stand-by consideriamo tutte quelle “lucette rosse” che rimangono sui nostri elettrodomestici quando non sono in funzione. I più comuni sono il forno a microonde, il televisore, il telefono cordless, il computer, la console dei videogiochi e la stampante di casa, consideriamo anche i caricatori dei cellulari che rimangono inseriti anche se il telefonino non è attaccato.
Un’analisi effettuata dal team di E.ON su 1300 clienti domestici, relativa ai consumi del 2019, ha stimato che il consumo medio di un utente è circa 2400 kWh/anno. Su questo totale, il consumo degli elettrodomestici lasciati in stand-by o sempre accessi è pari a 600 kWh/anno. Stiamo parlando del 25% dei consumi totali.
Facciamo alcuni esempi per capire quali sono gli elettrodomestici che pesano di più in questa statistica. Di questo 25%, circa il 4% viene consumato dal modem o router wi-fi che rimane sempre in funzione (90 kWh/anno). Mentre un televisore acceso per tre ore al giorno e lasciato in stand-by durante le 21 ore rimanenti, consuma circa il 40% dell’energia necessaria al suo funzionamento!
Bisogna inoltre sottolineare che nei 600 kWh stiamo escludendo il frigorifero che, sebbene sempre in funzione, è un elettrodomestico che non possiamo mai spegnere, salvo assenze prolungate da casa. Sempre secondo le nostre stime un frigorifero ha un consumo pari a 350 kWh annui, circa il 15% del consumo annuale. Questo significa che annualmente il consumo del frigorifero è minore di tutte le luci rosse che lasciamo accese.
FONTE: E-ON

