Le mozzarelle blu

Lunedì 26 Luglio 2010 11:39 amministratore News
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Mozzarella Blu Il caso
Il caso delle mozzarelle blu sta dilagando in tutta Italia, con primi episodi riscontrati anche in Europa, portando fino ad oggi al sequestro di oltre una tonnellata di mozzarelle commercializzate da vari discount. L'allerta è partita grazie ai primi due casi segnalati ai Nas di Trento e Torino da due signore che, allarmate dalla singolare colorazione assunta dalle mozzarelle dopo l'apertura della confezione, hanno avvertito le autorità. "Ne stiamo sequestrando parecchie in diverse regioni e stiamo monitorando a livello nazionale tutta la filiera delle mozzarelle che provengono dalla Germania" ha spiegato Cosimo Piccino, comandante dei Nas, presente insieme al Ministro della Salute Ferruccio Fazio, all'inaugurazione del SANIT (Forum Internazionale della Salute) il 22 giugno. Le mozzarelle provengono infatti dalla Germania e le marche oggetto di sequestro sono state rese note dal Ministero della Salute: la Land, La Malga Paradiso, la Lovilio, le Fattorie Torresina e Monteverdi.
Nutella

Negli ultimi giorni i sequestri hanno coinvolto numerose regioni: in Puglia sono state sottoposte a vincolo cautelativo sanitario 13 tonnellate di mozzarelle blu, prelevate da centri di distribuzione di Molfetta e Turi; in Sardegna i Nas hanno sequestrato 5 partite di mozzarelle nelle province di Sassari e a la Maddalena; in Abruzzo sono stati segnalati dai consumatori alcuni casi di mozzarelle blu, attualmente sotto analisi dell'IZS di Abruzzo e Molise e anche a Torino è stato deciso di intervenire con nuovi sequestri a scopo cautelativo, dopo quelli attuati a seguito delle prime segnalazioni. Alcuni lotti sono arrivati anche all'estero, in Slovenia, Russia, Bielorussia e in Francia, dove sono stati sequestrate partite ancora non distribuite ai rivenditori.

Anche nel Lazio è scattata l'operazione dei Nas, con il sequestro di 77 Kg di prodotto a Subiaco, Vitinia e Ostia; mentre a Latina è stata una donna a denunciare il rinvenimento della ormai famosa mozzarella colorata, dichiarando di averne precedentemente consumate due, senza problemi.

Il responsabile
Dai risultati delle prime analisi, realizzate dagli Istituti Zooprofilattici di Torino, di Bologna, di Roma e delle Venezie, responsabile della colorazione è un batterio, lo pseudomonas fluorescens. Le analisi hanno riguardato anche la ricerca di eventuali germi patogeni (come la salmonella), ben più pericolosi dello pseudomonas, al fine di accertare l'assenza di pericoli certi per la salute umana. Tuttavia la certezza assoluta si avrà quando tutti i campioni raccolti verranno analizzati.

Provvedimenti
La Commissione Europea è intervenuta per sedare l'allarme, assicurando ai consumatori il ritiro dal commercio dei prodotti. Allo stabilimento tedesco produttore delle mozzarelle incriminate, ("Milchwerk Jager") è stata imposta l'interruzione dell'attività nei giorni scorsi e sono stati inviati degli ispettori presso l'azienda per accertare le responsabilità- ad oggi il numero degli indagati sale a dieci, tra responsabili della casa produttrice, importatori e distributori.

Il "Sistema di allerta rapido" ha dimostrato la propria efficienza in quest'occasione, consentendo di informare tempestivamente le Regioni in cui potrebbero esser arrivate le mozzarelle; inoltre, per quanto riguarda l'Italia, il Ministro Fazio ha anche manifestato apprezzamento per l'immediato intervento di Carabinieri e Nas nell'effettuare il ritiro.

Etichettatura
La Col diretti ha stimato un calo nei consumi di mozzarella del 20%, con una perdita di circa mezzo milione di euro data la riduzione di acquisti familiari a seguito dell'allarme. La mozzarella è il formaggio più acquistato in quantità ed è presente - stima la Coldiretti - sulle tavole di quasi sei italiani su dieci che in un anno ne consumano a casa ben 164 milioni di chili, acquistata nel 39 per cento dei casi nei supermercati, per il 26 per cento negli ipermercati, per il 14 per cento nei discount e per il 21 per cento nel dettaglio tradizionale o nelle su perette. Il problema – afferma la Coldiretti - riguarda circa la metà delle mozzarelle che sono fatte con latte straniero e circa un quarto addirittura con cagliate dall'estero senza alcuna informazione per il consumatore poiché non è obbligatorio indicare l'origine in etichetta (L'etichettatura dei prodotti alimentari; Olio e passata di pomodoro, etichette più trasparenti!; Un'etichetta più trasparente per il latte italiano e i suoi derivati).

 

Mozzarella Blu

Cos'è lo Pseudomonas e quali sono i rischi per la salute
(Considerazioni sulla presenza di batteri del genere Pseudomonas in latte e prodotti lattiero-caseari e loro significato igienico-sanitario. V. Giaccone- Dipartimento di Sanità pubblica, Patologia comparata e Igiene veterinaria, Facoltà di Medicina veterinaria di Padova).
I batteri appartenenti al genere Pseudomonas sono microrganismi molto diffusi nel terreno coltivato, nel pulviscolo atmosferico e nelle acque di scorrimento superficiale. Da questi siti di proliferazione naturale, i batteri possono facilmente trasferirsi su ortaggi e frutta, nonché sul mantello degli animali di allevamento, giustificando così il loro passaggio a materie prime di origine animale quali le carni e il latte crudi.

Il fatto poi che l’uomo porti quasi subito queste materie prime a temperatura di refrigerazione profonda, intorno a 0°- 2°C, favorisce la crescita delle Pseudomonadacee che riescono a moltiplicare anche a temperature inferiori a 4 °C in questi alimenti e la sua diffusione lungo la catena alimentare.

Sovente il latte è sottoposto a intensi processi di pastorizzazione, prima di essere destinato alla produzione di formaggi, e questo costituisce un punto praticamente invalicabile per Pseudomonas; tuttavia, l'uso di acqua per risciacquare le superfici di lavoro durante la sanificazione e per raffreddare alimenti sottoposti a cottura, fa sì che tali microrganismi siano talvolta presenti sulle superfici di lavoro nelle industrie alimentari, giustificando il loro isolamento da prodotti lattiero-caseari fatti con latte pastorizzato, quali i formaggi freschi e quelli a pasta filata.

Più l'igiene di produzione è elevata, minori sono le cariche di Pseudomonas che arrivano a inquinare gli alimenti pronti per essere messi in commercio; tuttavia, occasionalmente può capitare che le pseudomonadacee riescano a crescere in alimenti di origine animale o misti, provocando modificazioni delle loro caratteristiche sensoriali. Solitamente si tratta di modificazione dell'aroma e/o del sapore del prodotto, che può diventare amaro o assumere odori strani, e delle alterazioni cromogene dovute, al fatto che il batterio produce esso stesso un pigmento che conferisce all'alimento colori non suoi propri (giallo, rosso, verde fluorescente e blu-viola).

E' possibile, quindi, concludere che:

Un'attenta applicazione delle BPL (Buone Pratiche di Lavorazione) serve a tenere sempre sotto controllo le loro cariche, ma è inevitabile che questi batteri riescano a inquinare i prodotti, vista la loro presenza sulle superfici di lavoro dove si trovano, veicolate dalle acque di lavoro. In ogni caso, l'eventuale proliferazione di Pseudomonas in un alimento può comportare l'alterazione delle caratteristiche sensoriali, ma è ben poco probabile che possa comportare problemi di salute umana, se si tratta di alimenti.

Mozzarella Bufala In questi giorni la Coldiretti ha anche presentato- presso il mercato degli agricoltori di Campagna Amica a Milano- una serie di regole per guidare i consumatori all'acquisto sicuro di mozzarelle di buon latte fresco italiano, verificandone: la consistenza elastica dell'alimento; la sua superficie esterna liscia; il colore bianco ma non traslucido; la fuoriuscita di acqua con "occhiatura", e cioè con la lacrima acquosa biancastra che esce in virtù di una corretta porosità del prodotto ed il prezzo di vendita non inferiore ai 7 euro al chilo.

video tratto da http://www.youtube.com/watch?v=iH1sRfqqpgs
Ultimo aggiornamento Martedì 06 Marzo 2012 19:44

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